Molti giocatori descrivono l’immersione nei mondi virtuali come un’esperienza quasi fisica, paragonandola alla sensazione di trovarsi in un ambiente imprevedibile come un MrO Casino, dove l’atmosfera e gli stimoli sensoriali influenzano fortemente le percezioni. Secondo uno studio dell’Università La Sapienza del 2024, condotto su 2.800 giocatori, il 73% dichiara di percepire il mondo virtuale come un luogo “coerente e vivo”, al punto da ricordare spazi immaginari con la stessa nitidezza dei luoghi reali.
Su TikTok Italia, un utente ha scritto: “Riconoscerei la mia città di gioco anche a occhi chiusi.” Questo tipo di testimonianze si collega ai dati di telemetria raccolti su 320.000 ore di gioco, dove è emerso che i giocatori trascorrono più tempo nelle aree che percepiscono come familiari o emotivamente significative, indipendentemente dall’effettiva utilità ludica.
Dal punto di vista psicologico, l’effetto di realtà percepita dipende da tre fattori principali: continuità sensoriale, coerenza narrativa e agency. La continuità sensoriale riguarda l’armonia tra musica, illuminazione, animazioni e ritmo: quando tutti gli elementi convergono, il cervello smette di considerare l’ambiente come artificiale. La coerenza narrativa, invece, permette al giocatore di comprendere il mondo come un sistema funzionante, con regole e motivazioni credibili. Infine, l’agency — il potere di agire e modificare l’ambiente — crea un senso di appartenenza che nessuna grafica, da sola, potrebbe offrire.
Gli studi recenti dimostrano che quando un gioco permette un elevato livello di personalizzazione, i giocatori sviluppano una forte identità digitale. Il 62% degli intervistati in una ricerca del 2023 dell’Università di Genova afferma di “sentire il proprio avatar come una versione di sé”, mentre il 48% dichiara che questa identificazione influenza anche il loro stile di gioco.
In conclusione, i mondi virtuali vengono percepiti come reali non perché imitano la realtà, ma perché permettono al giocatore di viverla con regole emotive e sensoriali proprie. Più un ambiente reagisce alle azioni dell’utente, più la sua mente lo integra come spazio autentico e degno di essere ricordato.
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Molti giocatori descrivono l’immersione nei mondi virtuali come un’esperienza quasi fisica, paragonandola alla sensazione di trovarsi in un ambiente imprevedibile come un MrO Casino, dove l’atmosfera e gli stimoli sensoriali influenzano fortemente le percezioni. Secondo uno studio dell’Università La Sapienza del 2024, condotto su 2.800 giocatori, il 73% dichiara di percepire il mondo virtuale come un luogo “coerente e vivo”, al punto da ricordare spazi immaginari con la stessa nitidezza dei luoghi reali.
Su TikTok Italia, un utente ha scritto: “Riconoscerei la mia città di gioco anche a occhi chiusi.” Questo tipo di testimonianze si collega ai dati di telemetria raccolti su 320.000 ore di gioco, dove è emerso che i giocatori trascorrono più tempo nelle aree che percepiscono come familiari o emotivamente significative, indipendentemente dall’effettiva utilità ludica.
Dal punto di vista psicologico, l’effetto di realtà percepita dipende da tre fattori principali: continuità sensoriale, coerenza narrativa e agency. La continuità sensoriale riguarda l’armonia tra musica, illuminazione, animazioni e ritmo: quando tutti gli elementi convergono, il cervello smette di considerare l’ambiente come artificiale. La coerenza narrativa, invece, permette al giocatore di comprendere il mondo come un sistema funzionante, con regole e motivazioni credibili. Infine, l’agency — il potere di agire e modificare l’ambiente — crea un senso di appartenenza che nessuna grafica, da sola, potrebbe offrire.
Gli studi recenti dimostrano che quando un gioco permette un elevato livello di personalizzazione, i giocatori sviluppano una forte identità digitale. Il 62% degli intervistati in una ricerca del 2023 dell’Università di Genova afferma di “sentire il proprio avatar come una versione di sé”, mentre il 48% dichiara che questa identificazione influenza anche il loro stile di gioco.
In conclusione, i mondi virtuali vengono percepiti come reali non perché imitano la realtà, ma perché permettono al giocatore di viverla con regole emotive e sensoriali proprie. Più un ambiente reagisce alle azioni dell’utente, più la sua mente lo integra come spazio autentico e degno di essere ricordato.